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ago
2010
17

70esima edizione di “The Sturgis Motorcycle Rally”, terza NOSTRA presenza (il plurale è d’obbligo, altrimenti…) al più celebre dei raduni motociclistici statunitensi in sella ad una Harley.

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ago
2009
14

Se avete in programma un soggiorno a Manhattan, non fatevi mancare una cena ad un tipico chiosco newyorkese. In particolare al chiosco posto all’angolo tra la 6th (Avenue of the Americas) e la 53th.
Il piatto che viene servito e’ a base di “Gyro” (piatto greco di carne di agnello simile al kebap arabo) e pollo con riso, lattuga e pita greca, che certamente viene proposto anche da altri chioschi lungo le vie di Manhattan, ma la particolarita’ di questo e’ dovuta al fatto che e’ cucinato al momento con carni macellate secondo la tradizione Ebraica (Halal) e servito con due salse dagli ingredienti “segreti” che ne conferiscono un gusto particolarmente delicato l’una e decisamente piccante l’altra. Proprio queste sono le caratteristiche che rendono la pietanza speciale, per centinaia di persone, che ogni sera, in un lungo serpentone, costringono gli “Halal Guys” ad un ritmo febbrile, attirando l’attenzione dei passanti, che incuriositi dal movimento non esitano a scattare fotografie.

Ecco le combinazioni servite (dalle 19:00 fino alle 5:00):

  • Chicken (carne di pollo, riso, lattuga, pezzi di pita)
  • Combo (carne di pollo, carne di agnello, riso, lattuga, pezzi di pita)
  • Wrap Chicken (carne di pollo, lattuga il tutto avvolto nella pita)
  • Wrap Combo (carne di pollo, carne di agnello, lattuga il tutto avvolto nella pita)
  • Inoltre, per chi le desiderasse:

  • salsa bianca (ingredienti segreti, simile ad una maionese, ma piu’ liquida e delicata)
  • salsa rossa (ingredienti segreti, simile all’harissa, ma molto piu’ piccante)
  • Costo di ciascuna combinazione:

  • 6 dollari
  • Viene servito in contenitori di stagnola (quelli utilizzati per conservare i cibi in frigorifero) chiusi, con le salse in contenitori monodose, tovaglioli e posate, nel tipico sacchetto giallo, potete quindi scegliere di consumarlo li’ vicino, seduti sul bordo della fontana, sulle panchine, seduti a terra sotto il portico, in piedi, o dove piu’ vi aggrada, ma sicuramente una volta provato tornerete a riprovarlo.

    NOTA: Appena possibile, provvedero’ a pubblicare le foto.

    nycgyro nycgyro nycgyro nycgyro
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    ago
    2009
    10

    Direttamente da Sturgis, durante l’esperienza di “raider” alle prese per la prima volta con una Harley Davidson, alcune regole che ho “portato” a casa.

    Le ho imparate proprio in questo ordine.

    Regola N 1:
    Per mettere in moto un’ Harley non servono le chiavi, le usi solo per bloccare o sbloccare l’interruttore dell’accensione e per il bloccasterzo, il resto del tempo le tieni in tasca.
    (dal primo minuto al quinto circa).

    Regola N 2:
    In Harley non si piega, le pedane sono molto basse.
    (al settimo minuto, raschiando la pedana sinistra uscendo dal parcheggio del service).

    Regola N 3:
    In Harley, quando si fa il pieno di benzina, la si deve lasciare sul cavalletto laterale (inclinata), ce ne sta di piu’ (di benzina).
    (secondo pieno di benzina, il primo l’avevo fatto 72 miglia prima tenendo la moto in piano).

    Regola N 4:
    In Harley si usano sempre gli occhiali nonostante ci sia il parabrezza che pare essere studiato per veicolare qualsiasi “coso” volante negli occhi di chi guida.
    (al rientro in albergo la prima sera).

    Regola N 5:
    In Harley le marce non si “tirano”, avendo una coppia molto bassa, si ha un buon “tiro” anche sulle marce alte.
    (seconda mattina, chiedendomi cosa servissero le altre 3 marce).

    Regola N 6:
    In Harley non si guida “ingrugnati” come su una Ducati, si sta seduti in poltrona con le braccia distese.
    (seconda mattina, dopo aver messo la sesta).

    Regola N 7:
    In Harley, si guida rilassati (vedi Regola N 6) con le gambe leggermente divaricate per evitare che i jeans (con te dentro) raggiungano i 400 gradi centigradi.
    (seconda mattina dopo aver percorso la Main Street di Deadwood a passo d’uomo).

    Regola N 8:
    In Harley, quando si scende, bisogna evitare di toccare i tubi delle marmitte con la caviglia (scottano dannatamente).
    (terzo rifornimento di carburante, scendendo dal lato destro).

    Regola N 9:
    In Harley, quando passi il “catenaccio” tra la ruota dietro e il telaio, bisogna evitare di toccare i tubi delle marmitte con le mani (vedi Regola precedente)
    (al rientro in albergo la seconda sera).

    Regola N 10:
    Quando riconsegni l’Harley, ricordati di riconsegnare anche le chiavi che hai in tasca (vedi punto 1), altrimenti ti tocca tornare al service il giorno dopo.
    (Il giorno dopo averla riconsegnata).

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    ago
    2009
    5

    Eccoci alla 69esima edizione di “The Sturgis Motorcycle Rally”, ma come accennato nell’articolo relativo all’edizione 2008, questa volta non solo da spettatore, ma da partecipante.
    Deciso fermamente a trasformarmi in “raider” a stelle e strisce, ritirata l’Harley Davidson cominciamo il tour delle “Black Hills” che ci vede subito proiettati sulla Interstate 90 Est, niente abbigliamento tecnico, niente guanti, casco ridotto ai minimi termini, niente gomme in mescola, solo io e una Heritage Softail… ops …e Greta …c’e’ anche Greta.
    Il motore si presenta ruvido, l’accelleratore non deve essere “accarezzato”, si deve “aprire” decisi per sentirla scorrere, il cambio di ogni marcia sembra un colpo d’ariete, per non parlare della NON tenuta di strada (sopratutto quando piove), ma questa e’ l’Harley, una moto che va apprezzata per quella che e’, senza paragoni ad altre “specie”.
    Dopo 30 miglia da Rapid City, imbocchiamo l’uscita 32 che porta a Sturgis, percorriamo la rampa, svoltiamo a destra su Junction Avenue e raggiungiamo la Main Street (aperta solo ai motociclisti)…siamo nel cuore del rally.
    Percorriamo la Main, sfilando insieme ad altri “personaggi” venuti da tutto il mondo, ma dopo appena 2 “blocchi” il sole e le vampate di calore emanate dal motore ci costringono ad una sosta.
    Parcheggiamo l’Harley a lisca di pesce rigorosamente fronte strada, come e’ consuetudine dei “raiders”, prendiamo le macchine fotografiche dalle borse di cuoio e ci tuffiamo nella folla ad ammirare la sfilata che va dalle moto di serie, ai custom, dai prototipi, alle stranezze piu’ impensabili.

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    Nonostante la bolgia, tutto si svolge ordinatamente, ma la cosa curiosa che colpisce e’ che nonostante siano “personaggi” rudi e schivi, non appena dici di essere un italiano che partecipa al rally, ti stringono la mano e si aprono in un sorriso meraviglioso, orgogliosi di averti li’ con loro.

    … l’avventura continua …

    Dal mattino presto, col sole o con la pioggia (che quest’anno non manca) si parte per una meta sempre diversa, sino al tramonto quando ormai distrutti si scende col pensiero gia’ proiettato all’indomani.

    IO C’ERO ANCORA!!!

    Per ulteriori informazioni:
    sito ufficiale: http://www.sturgis.com/
    noleggiare una Harley: http://www.sturgishd.com/

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    ago
    2008
    11

    Sturgis è una cittadina degli Stati Uniti d’America, capoluogo della Contea di Meade nello stato del sud Dakota a 30 miglia da Rapid City.
    Conta poco piu’ di 6.700 abitanti, ma ogni anno ad agosto si toccano oltre 500.000 visitatori: un vero e proprio record, se si pensa che in tutto lo stato risiedono circa 782.000 abitanti.
    Ad attirare cosi tanta gente e’ “The Sturgis Motorcycle Rally”, un classico per gli appassionati delle due ruote a stelle e strisce.
    Nato nel 1937 grazie a Clarence “Pappy” Hoel, un commerciante di moto “Indian” e al presidente dell’AMA Motorcycle Club Jackpine Gypsies, i quali organizzarono un rally conosciuto come “Black Hill Motor Classic” che prevedeva il tour del Mount Rushmore (Black Hills).
    La prima edizione vide l’adesione di 50 partecipanti e di almeno 800 spettatori, ma col passare degli anni vennero aggiunti altri eventi e tour che portarono, nel 1964, alla decisione di chiudere la “Main Street” per 3 giorni consecutivi. Nel 1965 il rally duro’ 5 giorni consecutivi fino ad arrivare agli attuali 7 nel 1975.
    Verso la fine degli anni 80 l’evento riusci’ a coinvolgere centinaia di venditori e divenne cosi importante per la piccola cittadina, che cambio’ nome in “The Sturgis Motorcycle Rally“.
    Quest’anno la manifestazione festeggia la sua 68esima edizione e oltre al rally ufficiale (il tour delle Black Hills) comprende una serie di eventi a partire dalle sei del mattino sino a tarda notte che comprendono gare, concerti, banchetti, esibizioni e spettacoli. (es. la presenza dei KISS).
    Vi assicuro che essere li’, dove eta’, razza ed estrazione sociale non contano, sentire il rombo dei motori, l’odore di benzina, dei gas di scarico che uniscono migliaia di persone in una sola passione e’ un’emozione davvero unica, un’esperienza entusiasmante che io e Greta vorremmo ripetere il prossimo anno, non solo da spettatori, ma da partecipanti in sella ad una leggendaria Harley Davidson.

    IO C’ERO!!!

    Sturgis86 Sturgis105 Sturgis40 Sturgis102
    DSturgis133 Sturgis43 Sturgis50 Sturgis120

    Per ulteriori informazioni:
    sito ufficiale: www.sturgis.com
    blog ufficiale: www.sturgismotorcyclerally.com
    sito Harley Davidson: www.harley-davidson.com

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    gen
    2008
    27

    L’Italia fa parte, insieme ad altri 26 paesi del mondo, del programma “Viaggio senza Visto” (Visa Waiver Program), che consente ai cittadini di alcune nazioni di recarsi negli Stati Uniti senza dover ottenere un visto, purchè i passaporti rilasciati dai paesi di origine siano conformi alle norme in vigore negli Stati Uniti.
    A partire dal 26 ottobre 2006 per poter viaggiare negli Stati Uniti nell’ambito di questo programma è necessario il passaporto biometrico. Nel corso degli ultimi anni, per migliorare la sicurezza dei visitatori gli Stati Uniti hanno gradualmente adottato documenti di viaggio sempre più sicuri, come il passaporto a lettura ottica e il passaporto con fotografia digitalizzata e il passaporto biometrico.
    L’adozione di quest’ultimo rientra nello sforzo compiuto dagli Stati Uniti di garantire la sicurezza dei propri confini pur mantenendo le porte aperte verso il resto del mondo. I passaporti entrati in vigore a partire dal 26 ottobre 2006 contengono un chip integrato capace di memorizzare le informazioni biografiche della pagine dei dati personali, una fotografia digitale e altre informazioni biometriche. Pertanto, dal 26 ottobre 2006 è possibile recarsi negli Stati Uniti senza bisogno di visto purchè in possesso di un passaporto valido rilasciato:

    - se precedente al 26 ottobre 2005 comprendente una banda a lettura ottica
    - tra il 26 ottobre 2005 e il 25 ottobre 2006 con fotografia digitale.

    inoltre, ricordate che il programma “Viaggio senza Visto” e’ valido solo se:

    - viaggiate esclusivamente per affari e/o per turismo
    - rimanete negli Stati Uniti non più di 90 giorni
    - possedete il biglietto di ritorno.

    Per ulteriori informazioni in materia di visti potete consultare i siti http://italy.usembassy.gov e http://milan.usconsulate.gov alla voce Visas/Visti, altrimenti per informazioni relative ai passaporti rilasciati dalle questure italiane potete consultare il sito http://www.poliziadistato.it/pds/index.html alla voce Passaporto.

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    set
    2007
    3

    Estate 2007, obiettivo “Route 66″.
    La “Historical 66″, ormai in disuso, divenuta un museo nazionale unisce Chicago a Los Angeles (Santa Monica Pier) attraversando otto stati Illinois, Missouri, Kansas, Oklahoma, Texas, New Mexico, Arizona e California.
    Aperta l’11 novembre 1926 (la pavimentazione terminò solo nel 1938), prima grande arteria ad unire la costa est alla costa ovest (2347 miglia);
    Usata durante il boom economico, dalle famiglie che lasciavano le zone “rurali, dirette perlopiù verso ovest in cerca di fortuna.
    Fu proprio questo esodo a fare la fortuna per i proprietari di motel e dei primi fast food.

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    ago
    2007
    17

    Nel mese di luglio ho trascorso due fantastiche settimane a Pantelleria.
    Meravigliosa. Dal mare alla tavola ogni cosa ha un sapore diverso. Anche il turismo di quel periodo è molto piacevole: non c’è il solito delirio che i milanesi esportano in ogni località che raggiungono, la gente del posto è fantastica e l’isola si fa godere chiedendo in cambio semplicemente un po’ di rispetto.
    Bello godersi il tramonto mentre si percorre tutto il perimetro dell’isola a bordo di una vecchia panda che di “correre” non ne ha nemmeno l’intenzione.
    A questo punto colgo l’occasione per ringraziare la mia ragazza, Gioia che ha reso tutta la permanenza sull’isola ancora più divertente e speciale.
    Consiglio a tutti caldamente di provare a passare qualche settimana in un dammuso.

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