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Il System Architect è il punto di unione tra IT, processi aziendali e esigenze del cliente

dic
2010
24

Quest’anno tanto difficile e travagliato, in cui sono stato messo a dura prova da una serie di difficoltà, voglio augurare Buone Feste a tutti coloro che, nel bene e nel male, mi sono stati vicini.

GRAZIE.

Grazie è la parola che mi viene in mente, per augurare a tutti voi buone feste.

A voi tutti, al quale devo molto, vorrei dire …

…grazie
…per essere stati pazienti quando sono stato insopportabile.
…per avermi consigliato quando avevo dubbi.
…per avermi chiesto consiglio.
…per avermi ascoltato quando avevo qualcosa da dire.
…per avermi zittito quando sono stato inopportuno.
…per esservi ricordati di me.
…per avermi creduto.

..ma sopratutto grazie per avermi insegnato qualcosa.

Buon Natale e Felice Anno Nuovo

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set
2010
12

Come anticipato nell’articolo precedente, vi illustrerò il metodo per eseguire una Virtual Machine funzionante all’interno del vostro vESX4.
Iniziate col creare una VM (a 32bit oppure a 64bit), come fareste per una qualsiasi altra VM, assegnando il numero di processori, la quantità di memoria e lo spazio disco in considerazione dela quantità di risorse che avete precedentemente assegnato al vostro vESX.

VM Nested

Terminata questa operazione, se provate ad avviare la nuova Virtual Machine, otterrete inevitabilmente questo errore:

VM Nested Error

che potrete aggirare seguendo questi semplici passaggi:

Spegnete la VM.
Editate la configurazione.
Selezionate il tab “options”.
Selezionate “General” e fate click sul pulsante “Configuration Parameters”.

VM Nested Options

Click sul pulsante “Add Row” ed inserite il parametro “vmx.allowNested” con valore “true”. (Se ve la sentite, potete collegarvi in ssh sul vostro vESX4 ed editare direttamente il file “nomenuovaVM.vmx” inserendo la riga “vmx.allowNested = true”).

VM Nested Parameters

Premete OK su tutte le finestre aperte, ed avviate la vostra VM.

VM Nested Boot

Utilizzate questo metodo per tutte le VM che desiderate creare.

ATTENZIONE!!
La soluzione proposta in questo articolo è stata realizzata utilizzando VMWare ESX 4.0.0 build 208167 su hardware SUN con processori Intel Xeon E5450.

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ago
2010
17

70esima edizione di “The Sturgis Motorcycle Rally”, terza NOSTRA presenza (il plurale è d’obbligo, altrimenti…) al più celebre dei raduni motociclistici statunitensi in sella ad una Harley.

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lug
2010
6

Le amicizie sono come il giardino di casa…ti riproponi di curarle sempre al meglio,
ma poi finisci sempre per rimandare alla settimana prossima. – Nicola -

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giu
2010
7

Lo scorso Natale ho ricevuto, dal mio Babbo Natale (Greta), un regalo un pochino diverso rispetto al “solito”; Conoscendo la mia passione per le due ruote, ha pensato bene di regalarmi il biglietto per l’accesso alla Hospitality Mugello Lounge, situata al primo piano della palazzina principale dell’autodromo. Esperienza entusiasmante, che ha scatenato ricordi sepolti ed impolverati; escludendo, infatti, una gara a Monza (categoria Superbike) di tre anni fa il cui il ricordo più marcato è il mal di testa che quel giorno avevo, mancavo dai circuiti dagli anni 80 (per la precisione il 1983, anno in cui mio zio partecipò, per l’ultima volta prima di ritirarsi, al gram premio di Monza valido per il titolo mondiale 125 cc. in sella ad una MBA). Dalla sinistra della balconata potevo vedere bene la curva del “Bucine” che immetteva sul lungo rettilineo sul quale si percepiva l’enfasi della battaglia; La giusta combinazione per una domenica “rilassante” a base di pura adrenalina…e poi c’è chi dice che Babbo Natale non esista;

Grazie Babbo Natale …

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giu
2010
4

Qualche giorno fa, ho invitato Nicolino e Roby a fare da “cavie” in un mio esperimento culinario; Paccheri con melanzane, cozze e vongole.
Ecco la ricetta.

Ingredienti per 4 persone:

400 gr. di paccheri.
500 gr. di vongole (peso decorticato).
500 gr di cozze (peso decorticato).
2 melanzane lunghe.
6 spicchi d’aglio.
olio e sale qb.

Tempo di preparazione: 20/25 minuti

Far aprire le cozze in una padella con olio e tre spicchi di aglio schiacciato, in un’ altra padella far aprire le vongole con tre spicchi d’aglio e olio.
Decorticare i frutti di mare, rimetterli in padella e far ritirare un pochino i liquidi di cottura (non troppo). Nel frattempo, mettere a riscaldare l’acqua per la pasta e fate scottare, nell’olio bollente, le melanzane tagliate a striscioline sottili.
Unire in una padella grande, a fuoco vivo, i liquidi ristretti, le cozze, le vongole, le melanzane e la pasta al dente.
Mestare velocemente, aggiungere un filo di olio extravergine e servire.

Semplice, veloce e gustosa.

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apr
2010
4

In questi giorni, avendo un pochino di tempo a disposizione mi sono deciso a dedicarne una parte al blog che da un po’ di tempo giaceva abbandonato.
Mentre davo un’occhiata alle statistiche generate da “Statpress” ho notato che i dati venivano estratti con estrema lentezza e nonostante il server sul quale risiede attualmente Mysql non sia un fulmine (devo decidermi a mettere in produzione la nuova VM) non era sicuramente una situazione “accettabile”.
Fatta una piccola analisi alla tabella di Statpress (wp_statpress) ho notato un indice solo sul campo “id” che da un’occhiata veloce al codice del plugin sembra anche essere inutile, anzi un indice sul campo “date” e sul campo “time”, seppur contenente valori non univoci, avrebbe giovato.
Ho provveduto quindi alla creazione degli indici.

Per il campo “date”:

mysql>ALTER TABLE wp_statpress ADD INDEX wp_statpress_date_idx (date(8));

Per il campo “time”:

mysql>ALTER TABLE wp_statpress ADD INDEX wp_statpress_time_idx (time(8));

Per verificare:

mysql>desc wp_statpress;

Risultato: Un quarto, circa, del tempo precedente per estrarre le statistiche.

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mar
2010
29

Come trarre vantaggio dalla virtualizzazione annidata?
Probabilmente molti di voi si chiederanno che senso può avere creare più strati di virtualizzazione, la risposta è semplice: NON HA NESSUN SENSO…o quasi!.
Se osserviamo la cosa dal punto di vista “utilizzo delle risorse” non ha appunto nessun senso, se non quello di complicarsi la vita, ma se la osserviamo dal punto di vista “analisi e troubleshooting” probabilmente potrebbe averne.
Avere la responsabilità della gestione del server ESX comporta anche avere la responsabilità delle macchine virtuali ivi ospitate, occorre quindi prestare molta cura alla salute dell’host ESX.
Il rinnovo tecnologico, l’evoluzione della tecnologia della virtualizzazione stessa, generano inevitabilmente delle complicazioni che spesso si traducono nella necessità di installare upgrade oppure fix dell’hypervisor, che al loro volta introducono ulteriori complicazioni, infatti non sempre le procedure di fix o di upgrade di un sistema sono indolori.
Da tutto ciò, nasce la necessità di compiere analisi e verifiche in tal senso.
Ecco come installare un Virtual ESX (vESX):

Create una VM “custom”
Operative System: Linux Red Hat Enterprise 5 (64 bit)
Virtual Processors: 1 (o anche più, avendo cura di impostare l’affinity di ciascun Virtual Processor su altrettanti Phisical Processor)
Memory Size: 2048 MB
Network Adapter: 2 (E1000)
SCSI controller type: LSI Logic parallel
Disk Size: Quanto basta
Montate la iso di VMWare ESX 4 e procedete con l’installazione come fareste per qualsiasi altra VM.

vESX

Terminata l’installazione, per accedere al vESX, dovete apportare qualche modifica alla configurazione del “vero” hypervisor, in particolare è necessario impostare la scheda di rete al quale è “bindato” il virtal switch che ospita linterfaccia di rete oppure la VLAN del vESX in modalita “promisqua” (promiscuous mode) affinche possa ricevere tutto il traffico di rete e propagarlo a sua volta al virtual switch del vESX stesso.

vswitch

Attraverso il client vSphere, potrete adesso accedere al vESX e configurarlo per eseguire tutte le prove desiderate.

Nel prossimo articolo spiegherò come creare Virtual Machines all’interno del vESX appena installato.

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mar
2010
5

Dovendo installare due firewall (Checkpoint) su hardware Sun, ho dovuto “rispolverare” le mie ormai sepolte conoscenze del sistema operativo Unix proprietario di casa Sun Microsystem (di recente acquisizione Oracle).
Devo dire, una volta terminato, che l’operazione non è poi stata così ardua, anzi il risultato ottenuto si presenta pulito e ordinato.
I server utilizzati sono due Netra T1 105 con processory UltraSPARC-II 440MHz (hardware di del 2002 o giù di lì) 512 MB di RAM 2 dischi da 18 GB, 2 schede di rete onboard, una scheda di rete “qfe” (Quad Fast Ethernet) e ovviamente NESSUN lettore cdrom.
Per coloro non avvezzi a questo tipo di hardware, è bene specificare che la famiglia Netra in genere viene fornita SENZA cdrom e non ha (nel senso che NON ESISTE) scheda grafica; l’output video viene inviato alle (2) “LOM” (Lights Out Manager) in pratica, delle porte seriali.
Per l’installazione, non potendo utilizzare la rete vicino ai server per il “Jumpstart” (installazione da rete), ho optato per un lettore CDROM collegato alla posta scsi esterna e una volta installato il sistema operativo minimale (poichè si tratta di firewall) avendo necessità di accedere ai packages necessari ad installare il resto dei servizi “essenziali”, ho realizzato tre immagini ISO dei cdrom (2 per l’OS + 1 per la patch “recommended”), che ho poi trasferto sui dischi interni servendomi del servizio FTP.
Avendo quindi necessità di “saltare” da un disco all’altro, alla ricerca di quanto necessario, per “montare” e “smontare” le ISO velocemente, senza dovermi preoccupare di quale immagine fosse in uso al momento, ho realizzato questo script, che permette di montare l’immagine al “volo” senza dovermi preoccupare di verificare se e quale delle tre fosse in uso.
Lo script è “essenziale”, ovviamente è possibile migliorarlo introducendo qualche controllo di errore, ma sicuramente svolge bene il proprio compito anche così.

La shell utilizzata è la Bash, su Solaris 8 non si tratta di un package installato di default, va quindi installata manualmente dal cdrom #2.

#!/usr/bin/bash

MPOINT=/mnt/iso
LOOPDEV=""
ISOFILE=$2

showhelp() {

   echo "Usage:
                $0 { isomount isofile }
                $0 { isoumount }
                $0 { status }"
   echo

   exit 1

  }

checkavail() {

        AVAIL=`df -k "$MPOINT" |grep "$MPOINT"`
  }

isoumount() {

        checkavail
        if [ -n "$AVAIL" ]
        then
                LOOPDEV=`df -k "$MPOINT" |grep "$MPOINT" | awk
 '{ print $1 }'`
                umount $MPOINT
                lofiadm -d $LOOPDEV
        fi

  }

isomount() {

        if [ ! -d $MPOINT ]
        then
                mkdir -p $MPOINT
        fi

        x=1

        while [ $x -eq 1 ]
        do
                checkavail

                if [ -z "$AVAIL" ]
                then
                        LOOPDEV=`lofiadm -a $ISOFILE`
                        mount -F hsfs -o ro $LOOPDEV $MPOINT
                        echo `df -k "$MPOINT" |grep "$MPOINT"`
        else
                        isoumount
                        x=$(( $x + 1 ))
                fi
                x=$(( $x - 1 ))
        done

  }

status() {

        STATUS=`df -k "$MPOINT" |grep "$MPOINT"`
        if [ -n "$STATUS" ]
        then
                echo "$STATUS"
        else
                echo "Nothing Mounted on $MPOINT"
        fi

  }

if [[ "$1" == "isomount" && -z "$2" ]]
then
        showhelp
fi

case "$1" in
  isomount)
    isomount
    ;;

  isoumount)
    isoumount
    ;;

  status)
    status
    ;;

  *)
    showhelp
esac

exit $?
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dic
2009
4

Ebbene si’, anche io, mio malgrado, sono passato a Windows 7.
Purtroppo era diventato impossibile lavorare con Windows Vista e Windows XP a 64 bit non e’ il massimo.
Appena terminata l’installazione ho cominciato a “destreggiarmi” tra i vari menu, installando per primi i programmi “utili” e proprio terminata l’installazione di “VMware vSphere Client”, provando ad accedere al Virtual Center, mi e’ comparso il seguente errore:

vSphere-Err1

e successivamente:

vSphere-Err2

Ovviamente, conscio che qualcosa non avrebbe funzionato con la nuova versione di Windows, mi sono messo alla ricerca di una possibile soluzione.
Il sito VMware propone l’aggiornamento a vSphere 4 Update 1 per supportare Windows 7 e Windows 2008 R2, ma in attesa di procedere con l’aggiornamento, prendendo vari spunti qua’ e la’ ecco il “Workaround”.

Fase 1

  • Procuratevi il file “System.dll” da un sistema operativo diverso da Windows 7 sul quale e’ installato il framework 3.5 (il file lo trovate in %SystemRoot%\Microsoft.NET\Framework\v2.0.50727\), considerando, qualora utilizziate un sistema a 64 bit, di prelevare la versione del file a 32 bit (il client vSphere e’ comunque a 32 bit)

Fase 2

  • Copiate il file in una directory creata ad hoc (es. lib) in %ProgramFiles%\VMware\Infrastructure\Virtual Infrastructure Client\Launcher

Fase 3

  • Editate il file VpxClient.exe.config inserendo il blocco

    <runtime>
    <developmentMode developerInstallation="true"/>
    </runtime>

    appena prima del tag “</configuration>”

notepad.jpg

Fase 4

  • Lanciate SystemPropertiesAdvanced.exe, premete il pulsante ‘Variabili d’ambiente‘ e create la variabile di sistema “DEVPATH” con riferimento alla directory contenente il file “System.dll” (Fase 2).

Dopo aver riavviato l’istanza di Explorer.exe oppure il computer, per rendere la variabile visibile al sistema, dovreste poter accedere al Virtual Center.

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