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“Se volete che la funzione di un programma non venga scoperta dall’utente, descrivetela nella documentazione”
Tag: Aforismi • Generale • Informatica • Pillolefeb
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JunctionPoints Windows 7
mercoledì, 3 febbraio 2010 at 16:28 - Pubblicato da: in Informatica, Tips & TricksDopo l’uscita di Microsoft Windows 7 era venuta l’ora di metterci un pò le mani.
Anticipo subito che lavoro principalmente ancora con il buon vecchio client WindowsXP, ed ho sempre cercato di evitare Vista, quindi ho poco confronto con il suo diretto predecessore ma ho subito trovato Seven molto veloce e molto più stabile di Vista.
Dopo alcune ore passate su di esso ho avuto la necessità di sposare, come di consueto per le mie installazioni, la folder Users al di fuori della partizione dedicata al sistema operativo C:
Per fare ciò sono disponibili anche in windows (cosa ben nota agli utenti unix) i link
si chiamano “juntion points” e con questi possiamo personalizzare al meglio senza rischi la nostra struttura Windows
Eccone la procedura seguita per spostare la cartella Users in un’altra partizione in Windows 7:
1- Instalare l’S.O.
2- Riavviate il PC con il DVD di Win7 o con una chiavetta di recovery win7 ed entrare nel prompt di ms-dos
3- digitate i seguenti comandi:
> diskpart
> list disk
> sel disk 0 (il disco principale)
> list part
> sel part 1 (di solito quella Riservata – 100Mb)
> Assign letter=Z (lettera a caso)
> sel part 2 (quella dove avete installato il sistema operativo)
> assign letter=C
> sel part 3 (quella dove volete creare la nuova Users Folder)
> assign letter=D
> exit
4- siete tornati a X:\Sources, eseguite questi comandi
> mkdir D:\Users
> robocopy C:\Users D:\Users /mir /e /xj
> rmdir /s /q C:\Users
> mklink /j C:\Users D:\Users
> mklink /j “C:\Documents and Settings” D:\Users
5- Riavviate
Così facendo avete spostato i dati in una cartella D:\Users e lasciata intatta la configurazione dei registri
Windows cercerà ancora di scrivere sulla partizione C: ma attraverso il juntion point verrà re-diretto sull’altra partizione.
Attenzione ad usare con cautela questa procedura e ricordatevi che in caso di reinstallazione/restore dovrete rimodificare la configurazione.
Queste tipo di directory/link sono utili anche in caso vogliate sposare altre cartelle, esempio la PROGRAM FILES o altro su cui non vi basta lavorare con le variabili di sistema
Tag: Informatica • Technicality • Windowsott
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Hyper-V Tips
venerdì, 31 ottobre 2008 at 1:43 - Pubblicato da: in Informatica, Tips & Tricks, VirtualizzazioneUltimamente sto implementando un ambiente di laboratorio su Hyper-V presso un cliente e dopo alcuni giorni di lavoro vi segnalo un paio dritte che a me hanno fatto risparmiare un pò di tempo (… e mal di pancia!)
Innanzitutto, se avete a disposzione un client Vista SP1, potrebbe essere utile amministrare i vostri server fisci e virtuali da snap-in. E’ vero che è già disponibile System Center Virtual Machine Manager che fornisce funzionalità aggiuntive, ma è anche vero che quest’ultimo necessita di licenza a parte. Nonostante questo, l’utilizzo dei Remote Server Administration Tool (o il singolo snap-in di Hyper-V) si è dimostrato molto efficace nella situazione in cui l’ho implementato. Il gorsso vantaggio riscontrato è che è possibile distribuire il tool di gestione remota avendo però il controllo delle operazioni che gli utenti possono effettuare sulle macchine virtuali e sul server, delegando in modo “abbastanza tranquillo” la gestione degli Hyper-V server.
Tutto ciò è fattibile grazie alla possibilità di creare “ruoli” custom all’interno della gestione dei server virtuali ai quali è possibile associare gruppi o utenti Active Directory. Ne mio caso ho utilizzato un ruolo “administrator” per la gestione completa dell’ambiente virtuale (creazione macchine virtuali, modifiche al HW virtuale, connessione alla console, ecc..) che è stata attribuita al team dei sistemisti, e di un ruolo “developer” per la gestione essenziale della mcchine (accensione\spegnimento, snapshot, ecc…) messo a disposizione del team di sviluppo.
Per i dettagli della implementazione di tale soluzione può tornarvi utile il seguente link per due motivi: primo perchè è quello che ha aiutato me e secondo perchè non vorrei prendermi meriti che non mi spettano!!
Un’altra situazione che potrebbe darvi qualche grattacapo è quella della modifica delle caratteristiche dei dischi virtuali (tipo, dimensione, ecc…): in questo caso ricordatevi sempre di controllare se ci sono degli snapshot!! Se avete creato delle “fotografie” in momenti diversi della vita del vostro server virtuale (troppo sdolcinato??) e dovete modificare la dimensione dei dischi per una qualsiasi ragione, eliminate gli snapshot, spegnete la macchina virtuale e attendete che le operazioni di merging siano terminate(anche se durante la modifica del disco prima del merge nessun pop-up vi avviserà che l’operazione crea danni a non finire…)
L’altra dritta che potrebbe risolvervi un pò di problemi, è quello di utilizzare nelle macchine virtuali le schede di rete Legacy invece delle schede che utilizzano i driver contenuti nelle “additions” di Hyper-V. Sinceramente non so ancora dirvi con precisione il motivo reale per cui i driver Legacy funzionano meglio di quelli inclusi nel role di 2008 ma credo sia dovuto alla “giovane età” del prodotto (anche se per molti versi mi ricordano i problemi che si hanno con la gestione delle netwok connection di Vista…): in ogni caso se ho qualche news vi terrò aggiornati. Nel frattempo posso dirvi che i consigli forniti sono maturati dopo diversi giorni di test su configurazioni di ambienti virtuali Windows 2003\2008 con implementati Sql 2005 e Share Point, ciò non toglie che sono gradite segnalazioni\delucidazioni da parte vostra in merito!
Tag: Informatica • Technicality • Windowslug
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Configurare Sharepoint per l'utilizzo di Form Based Authentication
lunedì, 21 luglio 2008 at 9:38 - Pubblicato da: in InformaticaCome anticipato nei giorni precedenti ecco i dettagli per l’implementazionr di FBA in Sharepoint 2007
1. CREAZIONE DATABASE SQL PER L’AUTENTICAZIONE
Il primo passo per l’implementazione dell’autenticazione form based è la creazione del database in cui verranno inseriti gli utenti dell’applicazione web da pubblicare all’esterno.
Per creare il database bisogna utilizzare il tool aspnet_regsql che è possible trovare nel percorso \WINDOWS\Microsoft.NET\Framework\Numeroversione sul server Web.
E’ possible eseguire la procedura sia utilizzando i parametri da riga di comando che utilizzando la GUI.
2. CREAZIONE LOGIN ALL’INTERNO DEL DATABASE SQL
Il metodo più immediato per creare login all’interno del DB è quello di utilizzare visual studio:
1. creare una nuova applicazione web
2. inserire la stringa di connessione al db creato in precedenza
3. aprire l’amministrazione di visual studio
4. una volta apparsa la pagina web in cui è possibile creare login è consigliato di creare prima un ruolo e poi una login utente.
3. CREAZIONE APPLICAZIONE WEB
a. Aprire Central Administration -> application management -> create or extend application
b. create a new web application
c. Inserire i dati che definiscono la nuova web application.
NB: è consigliato definire un utente di servizio per l’application pool e non utilizzare l’opzione Network Service.
d. Al termine della creazione della web application verrà richiesto di creare una site collection a cui attribuire la nuova applicazione
e. Inserire i dati relativi alla nuova site collection facendo attenzione a quale utente attribuire il ruolo di amministratore.
f. Testare l’applicazione accedendovi via web dopo aver eseguito “iisreset /noforce” dal prompt dei comandi.
4. ESTENSIONE APPLCIAZIONE WEB
Per estendere l’applicazione creata in precedenza procedere come di seguito.
a . Aprire central administration -> application management -> create or extend application
b. selezionare extend an existing web application
c. selezionare l’applicazione da estendere tramite “web application” e nella sezione Load Balanced Url -> Zone selezionare Extranet
4. MODIFICHE WEB.CONFIG PER L’UTILIZZO DELLA FORM BASED AUTHENTICATION
Per abilitare la Form Based Authentication è necesario indicare nei web.config della Central Administration di Sharepoint e della extendend web application il sql con cui verificare le login.
a. Aprire il web.config della central administratione inserire quanto segue subito dopo :
b. aprire il web.config dell’applicazione estesa ed inserire quanto segue dopo :
c. una volta apportate le modifiche ai due files dal prompt eseguire iisreset.
5. ABILITAZIONE DI SHAREPOINT ALL’UTILIZZO DI FORM BASED AUTHENTICATION
a. Aprire la central administration
b. Selezionare Authentication Providers
c. Selezionare l’applicazione estesa
d. Configurare l’authentication type a “Forms” e inserire il Membership Provider name e il role manager
e. Aggiungere gli utenti creati in precedenza attraverso Policy for Web Application
Tag: IIS • Informatica • Technicality • Windowsgiu
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Form Based Authentication (FBA) per Sharepoint
giovedì, 26 giugno 2008 at 18:30 - Pubblicato da: in InformaticaQuando si crea una web application in Sharepoint è possibile estenderla per poterla pubblicare in modo differente da quella originale.
Una opzione molto interessante, è quella di utilizzare FBA per l’autenticazione in questa web application estesa. In pratica si configura l’applicazione web per utlizzare un database come “contenitore” delle utenze invece di utilizzare Active Directory.
Un esempio pratico di questa implementazione potrebbe essere quella di creare un sito interno alla propria rete il cui contenuto debba essere messo a disposizione in internet per i propri partner commerciali. In questo caso si utlizzerebbe FBA per fare in modo che gli utenti esterni si colleghino all’applicazione che è stata esposta su internet senza che questa utlizzi Active Directory per l’autenticazione.
Nei prossimi giorni posterò come procedere all’implementazione di questa soluzione.
Tag: Informatica • Technicality • Windowsmag
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SID History? A volte è questione di "tempo"
lunedì, 26 maggio 2008 at 17:20 - Pubblicato da: in InformaticaLa scorsa settimana mi è capitato di andare da un cliente per preparare l’Active Directory appena installata affinchè possa migrare gli oggetti dei vecchi domini NT4 e 2003 con la loro SID History mediante ADMT 3.0.
Inizio con la procedura preparata in ufficio, la termino e puntualmente la migrazione dei SID non funziona:
“Could not verify auditing and TcpipClientSupport on domains. Will not be able to migrate Sid’s. access is denied”
Le provo tutte: rifaccio il trust bidirezionale, configuro il gruppo domainsource$$$ nel dominio sorgente, modifico la chiave di registro del caso, aggiungo l’utente definito per la migrazione negli administrator dei due domini (source e target), setto la SID History… ma nulla.
“Accidenti, oggi la giornata non passa proprio… sono solo le 16.38… Un momento! L’ora della macchina su cui gira l’ADMT è indietro di un’ora!”
Controlla… Controlla… c:\w32tm /monitor /domain:dominio.loc e praticamente l’ora dei Domain Controller sparsi per l’europa non coincide!! Per sistemare la questione procedo come di seguito:
- net time /setsntp:ntp.ien.it sul primo DC
- creo un alias nel dns ntp.dominio.loc che punti al DC menzionato prima
- su tutti gli altri DC net time /setsntp:ntp.dominio.loc
- net stop “windos time” && net start “windows time”
Dopo qualche minuto di panico in cui la forzatura delle repliche dava il poco incoraggiante “ACCESS IS DENIED” il comando repadmin /showrepl inizia a dare notizie confortanti sulle repliche e dopo circa 20 minuti tutte le repliche funzionano correttemante.
“Prova un pò con l’ADMT!!”
“SID Migrati…!”
Alla fine tutto è bene quel che finisce bene!!
Tag: Informatica • Technicality • Troubleshooting • Windowsmag
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Primi Flash su Windows Server 2008
domenica, 18 maggio 2008 at 1:17 - Pubblicato da: in Senza categoriaDa qualche tempo circola Windows Server 2008 e per portarmi avanti con i “lavori” mi sono cimentato in una sua installazione in laboratorio.
A parte l’aspetto grafico, uno dei primi accorgimenti che eviterà qualche seccatura consiste nella possibilità di caricare i driver (per esempio controller dei dischi!) in fase di installazione anche su supporti diversi del classico floppy.
L’installazione procede con la configurazione delle partizioni dei dischi e il tipo di installazione che si vuole adottare: full o core.
La differenza sostanziale consiste nella mancanza dell’ambiente grafico nella configurazione core con conseguente aumento delle prestazioni e della stabilità.
Con Windows Server 2008 la macchina su cui è installata viene gestita dalla consolle “Manage your server”, strumento che dovrebbe gestire ogni aspetto, dalla configurazione dei “ruoli”, al monitoraggio delle funzioni principali e non. Utilizzando lo strumento ADD ROLES è possibile gestire l’installazione dei servizi tra i quali ci sono le novità della nuova versione del sistema operativo di Microsoft.
Tra le varie novità di Windows Server 2008 c’è Hyper-V, la nuova soluzione di virtualizzazione di Microsoft. Per l’installazione di questo servizio mi sento di darvi un paio di dritte sulla procedura da adottare che potrebbero farvi risparmiare tempo e qualche soldo. Innanzitutto serve un una macchina a 64 bit ma che supporti la funzione VT (se presente è da abilitare da BIOS). Microsoft a tal proposito propone degli Hardware certificati, ma è possibile installare questa nuova funzione anche su altri server a patto che il processore rispetti la condizione menzionata in precedenza.
Altro accorgimento da tenere presente riguarda una pecca di gioventù di Hyper-V: il servizio disponibile nelle versioni di Windows Server 2008 funziona esclusivamente con le Regional Settings impostate in “English – United States”. Nel caso in cui abbiate eseguito l’installazione del sistema operativo selezionando le “opzioni italiane”, dovrete modificarle PRIMA dell’installazione del servizio. Ad installazione terminata aggiornate Hyper-V alla versione RC0 e da quel momento dovreste riuscire ad utilizzare le impostazioni della lingua prescelta.
Durante l’installazione ho notato che è meglio procedere alle installazioni in console e non via RDP.
Queste sono le prime impressioni che ho avuto, vi terrò aggiornato sugli sviluppi dei miei test…
Tag: Pillole • Windowsmag
2008
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Installazione di Silverstripe su Linux Centos 4.4
mercoledì, 14 maggio 2008 at 21:42 - Pubblicato da: in Apache, InformaticaIn questi giorni ho deciso di pubblicare un mio sito web e su suggerimento di un mio carissimo amico ho deciso di optare per un nuovo CMS: Silverstripe.
Così come mi aveva anticipato il mio suggeritore, Silverstripe è meno potente del più diffuso Joomla, ma per coloro che non hanno esigenze particolari e necessitano di modificare\implementare CSS in maniera più semplice è sicuramente la scelta più azzeccata.
Scrivo questo post perchè ho “litigato” un pò con la messa a punto della configurazione del web server e spero che la mia esperienza possa tornarvi utile per farvi risparmiare un pò di tempo. Per le istruzioni dell’installazione di Silverstripe indicherò in seguito i riferimenti ufficiali.
La configurazione che ho adottato per il web server è la seguente:
- Centos 4.4 – Installazione minimal aggiornata con yum
- Apache 2.2
- Php 5.2
- MySql 5.0.5
Di seguito la procedura che ho utilizzato per l’installazione.
Ho installato il sistema operativo in configurazione minimal e successivamente ho utilizzato Yum per l’aggiornamento utilizzando l’opzione –enablerepo per scaricare gli aggiornamenti dai repository di Centos:
yum –enablerepo=centosplus update
Al termine dell’update ho proceduto al download dei sorgenti e degli RPM che Silverstripe richiede come requisiti:
httpd-2.2.8.tar.gz
php-5.2.6.tar.gz
MySQL-client-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm
MySQL-devel-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm
MySQL-server-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm
MySQL-shared-compat-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm
Prima di procedere alla compilazione dei pacchetti appena citati, ho installato gli strumenti che mi permattano la compilazione stessa:
yum install libgcc libgc-c++ ncurses-devel xml2
…e poi ho compilato….
tar zxvf httpd-2.2.8.tar.gz
cd httpd-2.2.8
./configure –prefix=/usr/local/apache2.2 –enable-modules=most
make
make install
tar zxvf php-5.2.6.tar.gz
cd php-5.2.6
./configure –prefix=/usr/local/php5.2 –with-apxs2=/usr/local/apache2.2/bin/apxs –with-config-file-path=/usr/local/apache2.2/php5.2 –with-mysql –with-gd –with-zlib –with-jpeg-dir –with-png-dir –with-openssl –with-tiff-dir –with-mysqli
make
make install
E’ possibile che durante la compilazione si verifichino degli errori dovuti alla mancanza di alcuni pacchetti nel sistema operativo, ma in quel caso gli errori sono estremamente comprensibili e Yum si conferma una gran bella invenzione.
Ora è la volta di MySql, ma qui ho utilizzato gli RPM scaricati da MySql e ho proceduto come di seguito…
rpm -iUh MySQL-client-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm MySQL-devel-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm MySQL-server-community-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm MySQL-shared-compat-5.0.51a-0.rhel4.i386.rpm
Una volta installato e startato il servizio del nostro DB ho configurato l’accesso con la seguente istruzione:
mysqladmin -u root password “password”
per testare che l’operazione sia andata a buon fine accedo al DB…
mysql -u root -p
“password”
Se riuscite ad entrare in MySQL vuol dire che la configurazione è andata a buon fine.
Ora non vi resta che scaricare Silverstripe.
Un consiglio che mi sento di suggerirvi, frutto del lavoro di alcune notti, è quello di scaricare silverstripe-v2.2.2-rc3.tar.gz invece della silverstripe-v2.2.1.tar.gz. Quest’ultima anche se definita stabile, ha diversi bug nei files di configurazione che impediscono una installazione in ambiente in cui non sono utilizzate le installazioni di default e navigando non si trovano molte soluzioni ai problemi che ho riscontrato.
Per “attivare” il nostro cms procediamo come segue:
tar zxvf silverstripe-v2.2.2-rc3.tar.gz
mv silverstripe-v2.2.2-rc3 silverstripe
cp silverstripe /usr/local/apache2.2/htdocs
e (come anticipato ad inizio post) seguire il tutorial sul sito di silverstripe il quale è estremamente chiaro ed esauriente.
In linea di massima tuttodovrebbe funzionare correttamente, ma in ogni caso sono qui per ricevere\dare consigli sulla ottimizzazione della configurazione, del resto come disse uno famoso (forse il mio compagno di banco??) “nessuno nasce imparato!”.
Tag: Informatica • Linux • MySql • Technicalitymag
2008
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Test Exchange 2007 a 32 bit
lunedì, 12 maggio 2008 at 20:04 - Pubblicato da: in InformaticaForse non tutti sanno che per poter testare Exchange 2007 è possibilie utilizzare anche macchine a 32bit.
Questo può tornare utile per provare il nuovo ambiente su una macchina a 32bit o in ambienti virtuali che non riescono ad emulare il 64bit (vedi Visrtual Server 2005).
Per farlo è sufficiente eseguire il download di Exchange 2007 SP1, scompattarlo sul disco e procedere con il normale setup di Exchange 2007. Al termine dei Readiness Check che controlla la presenza dei requisiti (MMC 3.0, command shell, framework 2.0) la procedura di setup avviserà l’utente che si sta procedendo ad una installazione di Exchange 2007 su un sistema a 32 bit e che si consiglia di utilizzare il sistema solo per fini di test e NON IN PRODUZIONE.
Successivamente il setup proseguirà normalmente fino alla conclusione.
Tag: Exchange • Informatica • Windows




