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ago
2009
14

Se avete in programma un soggiorno a Manhattan, non fatevi mancare una cena ad un tipico chiosco newyorkese. In particolare al chiosco posto all’angolo tra la 6th (Avenue of the Americas) e la 53th.
Il piatto che viene servito e’ a base di “Gyro” (piatto greco di carne di agnello simile al kebap arabo) e pollo con riso, lattuga e pita greca, che certamente viene proposto anche da altri chioschi lungo le vie di Manhattan, ma la particolarita’ di questo e’ dovuta al fatto che e’ cucinato al momento con carni macellate secondo la tradizione Ebraica (Halal) e servito con due salse dagli ingredienti “segreti” che ne conferiscono un gusto particolarmente delicato l’una e decisamente piccante l’altra. Proprio queste sono le caratteristiche che rendono la pietanza speciale, per centinaia di persone, che ogni sera, in un lungo serpentone, costringono gli “Halal Guys” ad un ritmo febbrile, attirando l’attenzione dei passanti, che incuriositi dal movimento non esitano a scattare fotografie.

Ecco le combinazioni servite (dalle 19:00 fino alle 5:00):

  • Chicken (carne di pollo, riso, lattuga, pezzi di pita)
  • Combo (carne di pollo, carne di agnello, riso, lattuga, pezzi di pita)
  • Wrap Chicken (carne di pollo, lattuga il tutto avvolto nella pita)
  • Wrap Combo (carne di pollo, carne di agnello, lattuga il tutto avvolto nella pita)
  • Inoltre, per chi le desiderasse:

  • salsa bianca (ingredienti segreti, simile ad una maionese, ma piu’ liquida e delicata)
  • salsa rossa (ingredienti segreti, simile all’harissa, ma molto piu’ piccante)
  • Costo di ciascuna combinazione:

  • 6 dollari
  • Viene servito in contenitori di stagnola (quelli utilizzati per conservare i cibi in frigorifero) chiusi, con le salse in contenitori monodose, tovaglioli e posate, nel tipico sacchetto giallo, potete quindi scegliere di consumarlo li’ vicino, seduti sul bordo della fontana, sulle panchine, seduti a terra sotto il portico, in piedi, o dove piu’ vi aggrada, ma sicuramente una volta provato tornerete a riprovarlo.

    NOTA: Appena possibile, provvedero’ a pubblicare le foto.

    nycgyro nycgyro nycgyro nycgyro
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    ago
    2009
    10

    Direttamente da Sturgis, durante l’esperienza di “raider” alle prese per la prima volta con una Harley Davidson, alcune regole che ho “portato” a casa.

    Le ho imparate proprio in questo ordine.

    Regola N 1:
    Per mettere in moto un’ Harley non servono le chiavi, le usi solo per bloccare o sbloccare l’interruttore dell’accensione e per il bloccasterzo, il resto del tempo le tieni in tasca.
    (dal primo minuto al quinto circa).

    Regola N 2:
    In Harley non si piega, le pedane sono molto basse.
    (al settimo minuto, raschiando la pedana sinistra uscendo dal parcheggio del service).

    Regola N 3:
    In Harley, quando si fa il pieno di benzina, la si deve lasciare sul cavalletto laterale (inclinata), ce ne sta di piu’ (di benzina).
    (secondo pieno di benzina, il primo l’avevo fatto 72 miglia prima tenendo la moto in piano).

    Regola N 4:
    In Harley si usano sempre gli occhiali nonostante ci sia il parabrezza che pare essere studiato per veicolare qualsiasi “coso” volante negli occhi di chi guida.
    (al rientro in albergo la prima sera).

    Regola N 5:
    In Harley le marce non si “tirano”, avendo una coppia molto bassa, si ha un buon “tiro” anche sulle marce alte.
    (seconda mattina, chiedendomi cosa servissero le altre 3 marce).

    Regola N 6:
    In Harley non si guida “ingrugnati” come su una Ducati, si sta seduti in poltrona con le braccia distese.
    (seconda mattina, dopo aver messo la sesta).

    Regola N 7:
    In Harley, si guida rilassati (vedi Regola N 6) con le gambe leggermente divaricate per evitare che i jeans (con te dentro) raggiungano i 400 gradi centigradi.
    (seconda mattina dopo aver percorso la Main Street di Deadwood a passo d’uomo).

    Regola N 8:
    In Harley, quando si scende, bisogna evitare di toccare i tubi delle marmitte con la caviglia (scottano dannatamente).
    (terzo rifornimento di carburante, scendendo dal lato destro).

    Regola N 9:
    In Harley, quando passi il “catenaccio” tra la ruota dietro e il telaio, bisogna evitare di toccare i tubi delle marmitte con le mani (vedi Regola precedente)
    (al rientro in albergo la seconda sera).

    Regola N 10:
    Quando riconsegni l’Harley, ricordati di riconsegnare anche le chiavi che hai in tasca (vedi punto 1), altrimenti ti tocca tornare al service il giorno dopo.
    (Il giorno dopo averla riconsegnata).

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    ago
    2009
    5

    Eccoci alla 69esima edizione di “The Sturgis Motorcycle Rally”, ma come accennato nell’articolo relativo all’edizione 2008, questa volta non solo da spettatore, ma da partecipante.
    Deciso fermamente a trasformarmi in “raider” a stelle e strisce, ritirata l’Harley Davidson cominciamo il tour delle “Black Hills” che ci vede subito proiettati sulla Interstate 90 Est, niente abbigliamento tecnico, niente guanti, casco ridotto ai minimi termini, niente gomme in mescola, solo io e una Heritage Softail… ops …e Greta …c’e’ anche Greta.
    Il motore si presenta ruvido, l’accelleratore non deve essere “accarezzato”, si deve “aprire” decisi per sentirla scorrere, il cambio di ogni marcia sembra un colpo d’ariete, per non parlare della NON tenuta di strada (sopratutto quando piove), ma questa e’ l’Harley, una moto che va apprezzata per quella che e’, senza paragoni ad altre “specie”.
    Dopo 30 miglia da Rapid City, imbocchiamo l’uscita 32 che porta a Sturgis, percorriamo la rampa, svoltiamo a destra su Junction Avenue e raggiungiamo la Main Street (aperta solo ai motociclisti)…siamo nel cuore del rally.
    Percorriamo la Main, sfilando insieme ad altri “personaggi” venuti da tutto il mondo, ma dopo appena 2 “blocchi” il sole e le vampate di calore emanate dal motore ci costringono ad una sosta.
    Parcheggiamo l’Harley a lisca di pesce rigorosamente fronte strada, come e’ consuetudine dei “raiders”, prendiamo le macchine fotografiche dalle borse di cuoio e ci tuffiamo nella folla ad ammirare la sfilata che va dalle moto di serie, ai custom, dai prototipi, alle stranezze piu’ impensabili.

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    Nonostante la bolgia, tutto si svolge ordinatamente, ma la cosa curiosa che colpisce e’ che nonostante siano “personaggi” rudi e schivi, non appena dici di essere un italiano che partecipa al rally, ti stringono la mano e si aprono in un sorriso meraviglioso, orgogliosi di averti li’ con loro.

    … l’avventura continua …

    Dal mattino presto, col sole o con la pioggia (che quest’anno non manca) si parte per una meta sempre diversa, sino al tramonto quando ormai distrutti si scende col pensiero gia’ proiettato all’indomani.

    IO C’ERO ANCORA!!!

    Per ulteriori informazioni:
    sito ufficiale: http://www.sturgis.com/
    noleggiare una Harley: http://www.sturgishd.com/

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