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apr
2008
18

Cannibalizzare due server per non farne funzionare nessuno – Nicola -

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apr
2008
18

Nulla è più definitivo di un qualcosa di temporaneo. – Nicola -

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apr
2008
16

Se utilizzate abitualmente Windows e in particolare se avete a che fare con file di grandi dimensioni, vi sarà sicuramente capitato di imbattervi in un comune quanto fastidioso errore:

    errore

Questo dovrebbe normalmente capitare quando si cerca di eliminare/spostare/rinominare files in uso da altre applicazioni – es: se cercate di rinominare un documento di Word aperto – ma “curiosamente” la cosa capita anche senza alcuna ragione apparente.In tali casi, la prima cosa da fare è… ritentare l’operazione. Sembrerà assurdo ma a volte funziona. In caso di insuccesso, si passa a tentare la stessa operazione da riga di comando:

    del “mio file bloccato.zip” [INVIO]
    move “mio file bloccato.zip” “altro mio file bloccato.zip” [INVIO]
    ren “mio file bloccato.zip” “mio file bloccato rinominato.zip” [INVIO]

Se anche questo tentativo dovesse fallire, si può passare a programmi come Unlocker o FileAssassin (ce ne sono anche altri) che tentano il “rilascio” dei suddetti files presi indebitamente in ostaggio dal SO. Può capitare anche che neppure in tal modo il vostro file possa essere sbloccato; in tal caso questi programmi vi daranno un’ultima possibilità, ossia programmare l’operazione in modo da eseguirla durante il successivo riavvio del sistema.

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apr
2008
11

Vi è mai capitato di provare a creare, sotto Windows, cartelle con nomi come “con”, “prn”, “nul”? O di provare a rinominare in tal modo cartelle già esistenti? Se la risposta è sì, probabilmente avrete già notato che il SO sembra semplicemente limitarsi ad ignorare il comando, cosa abbastanza curiosa.

In realtà, una ragione esiste, e va ricercata nel retaggio pluridecennale – ereditato dal DOS – che tutte le versioni di Windows continuano a trascinarsi appresso.

Già nei primi anni ’80 infatti, l’MS-DOS proibiva la creazione di directory denominate NUL, COM1, COM2, COM3, COM4, COM5, COM6, COM7, COM8, COM9, LPT1, LPT2, LPT3, LPT4, LPT5, LPT6, LPT7, LPT8, LPT9 etc… per evitare problemi di collisione con le periferiche.

In effetti, sotto Windows è possibile creare o rinominare cartelle con tali appellativi, ma per farlo bisogna ricorrere ai cari vecchi comandi DOS da shell. Digitando infatti:

md \\.\c:\NUL [INVIO]

avremo creato la cartella NUL, che sebbene potrà essere riempita normalmente di file e/o altre sottocartelle, risulterà inamovibile da Esplora Risorse (nessuna possibiltà di ridenominarla o rimuoverla). Per cancellarla dovremo nuovamente ricorrere ad un comando DOS da shell:

rd \\.\c:\NUL [INVIO]

ovviamente previa eliminazione del suo contenuto, altrimenti incapperemmo in un errore che ci avviserebbe che la directory non è vuota.

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apr
2008
1

Cosa ne fate dei vecchi computers? Li vendete o li donate a qualche ente?
La risposta in sè non ha molta importanza, la domanda che dovreste porvi in realtà è un’altra.
Uno o più hard disk di questi computer conteneva dati confidenziali?
Se la risposta a questa domanda è SI, esiste la possibilità che, seppur avendo riformattato gli hard disk dei vostri computers prima della cessione (al broker piuttosto che alla scuola superiore) qualcuno possa recuperare (senza neanche molta fatica) i vostri dati utilizzando uno qualsiasi dei programmi, largamente diffusi, per il recupero dei dati cancellati.
Quindi prima di apprestarvi a cedere (anche qualora optaste per l’alienazione) dei vostri computers obsoleti, dovrete assicurarvi che i vostri dati non finiscano nelle mani sbagliate.
Cipher offre un metodo per cancellare un hard disk in modo che anche il più abile degli hacker trovi notevole difficolta nel cercare di recuperare i vostri dati.
La soluzione consiste nel sovrascrivere ogni settore dell’hard disk con dati random ed è composta di due fasi.

  • Dopo aver montato l’hard disk in questione in un enclosure USB, collegatelo ad un PC con sistema operativo Windows XP e formattatelo.
  • Dalla console lanciate il comando “cipher.exe /w:driveUSB:” (dove “driveUSB” rappresenta la lettera dell’hard disk che avete collegato alla porta USB)

Perchè l’operazione (Decommission) abbia successo e si dimostri sicura, dovreste ripetere il secondo punto per almeno tre volte.
Probabilmente l’NSA oppure la CIA saranno ancora in grado di recuperare i vostri dati, ma che per la maggior parte degli occhi indiscreti risulteranno completamente illegibili.

N.B.
Il punto uno (la formattazione) è fondamentale altrimenti Cipher sovrascriverà soltanto i dati degli spazi “vuoti” dei vostri hard disk lasciando inalterati i dati esistenti.

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