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Il System Architect è il punto di unione tra IT, processi aziendali, e esigenze del cliente

gen
2008
27

L’Italia fa parte, insieme ad altri 26 paesi del mondo, del programma “Viaggio senza Visto” (Visa Waiver Program), che consente ai cittadini di alcune nazioni di recarsi negli Stati Uniti senza dover ottenere un visto, purchè i passaporti rilasciati dai paesi di origine siano conformi alle norme in vigore negli Stati Uniti.
A partire dal 26 ottobre 2006 per poter viaggiare negli Stati Uniti nell’ambito di questo programma è necessario il passaporto biometrico. Nel corso degli ultimi anni, per migliorare la sicurezza dei visitatori gli Stati Uniti hanno gradualmente adottato documenti di viaggio sempre più sicuri, come il passaporto a lettura ottica e il passaporto con fotografia digitalizzata e il passaporto biometrico.
L’adozione di quest’ultimo rientra nello sforzo compiuto dagli Stati Uniti di garantire la sicurezza dei propri confini pur mantenendo le porte aperte verso il resto del mondo. I passaporti entrati in vigore a partire dal 26 ottobre 2006 contengono un chip integrato capace di memorizzare le informazioni biografiche della pagine dei dati personali, una fotografia digitale e altre informazioni biometriche. Pertanto, dal 26 ottobre 2006 è possibile recarsi negli Stati Uniti senza bisogno di visto purchè in possesso di un passaporto valido rilasciato:

- se precedente al 26 ottobre 2005 comprendente una banda a lettura ottica
- tra il 26 ottobre 2005 e il 25 ottobre 2006 con fotografia digitale.

inoltre, ricordate che il programma “Viaggio senza Visto” e’ valido solo se:

- viaggiate esclusivamente per affari e/o per turismo
- rimanete negli Stati Uniti non più di 90 giorni
- possedete il biglietto di ritorno.

Per ulteriori informazioni in materia di visti potete consultare i siti http://italy.usembassy.gov e http://milan.usconsulate.gov alla voce Visas/Visti, altrimenti per informazioni relative ai passaporti rilasciati dalle questure italiane potete consultare il sito http://www.poliziadistato.it/pds/index.html alla voce Passaporto.

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gen
2008
26

Quando si tenta di collegare (attach) un database a un’istanza di SQL Server 2000 utilizzando SQL Server Enterprise Manager, SQL Server esegue internamente la stored procedure di sistema “sp_attach_db”, ma nel caso in cui il vostro database è formato da più di 16 datafiles, la procedura “sp attach db” fallisce terminando con errore 8144 (Error 8144: Procedure or function sp_attach_db has too many arguments specified).
Per aggirare il limite, potete usare il comando CREATE DATABASE FOR ATTACH.

CREATE DATABASE Nome database
ON PRIMARY (FILENAME = ‘C:\Program Files\Microsoft SQL Server\L’istanza di SQL Server\Data\Nome di file primario.mdf’)
FOR ATTACH

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gen
2008
24

Ore 0:53, sono appena arrivato a casa dopo una serata passata nel datacenter del mio cliente invece di essere a cena con Greta.
Tutto e’ iniziato alle 20:15 con l’arrivo di una chiamata di un collega (Pj), che mi chiedeva se questa sera dopo le 21:00 avessi potuto lavorare con lui, all’analisi di un problema verificatosi in giornata su un’applicazione per video chiamata basata su protocollo SIP.
Ovviamente non potevo “esimermi” da tale impegno, dato che il tono di Pj lasciava trasparire che il problema “esigeva” una soluzione nel breve termine e che molto probabilmente anche questa volta il commerciale si era “prostituito” col cliente finale promettendo una soluzione in tempi rapidi…ssimi.
In breve:
il client dell’applicazione (installata presso il call center) deve collegarsi ad un server (in IDC) utilizzando il protocollo SIP con porta sorgente 5060 e porta di destinazione 5060, ma dai logs del firewall emerge che “qualcosa” modifica la porta sorgente del client, infatti tutti i frames vengono allegramente droppati dal firewall perche sorgenti da porte random (???????). Ovviamente tutti i vari carrier che forniscono servizi di rete nel “mezzo” (tra il call center e l’IDC) giurano di non apportare nessun tipo di modifica, quindi tocca a noi fare l’analisi.
Del resto questa è la professione che ho scelto, per cui parto alla volta dell’ IDC Settimo Milanese, faccio tappa in autogrill per pieno di gasolio (quando si ha fretta, il serbatoio e’ sempre vuoto) e sacchetto con panino e bibita, conscio del fatto che quella sarebbe stata la mia cena.
Arrivo all’IDC alle ore 21:15, preparo il portatile, ripassando mentalmente la topologia della rete realizzata piu di una anno fa e che nel frattempo ha subito notevoli modifiche (gli switch sono piu del doppio, rispetto a quelli installati in origine), apro un terminale sullo switch sul quale e’ attestata la rete MPLS che collega il call center all’IDC per configurare l’interfaccia in mirror e verificare se il traffico in ingresso è effettivamente quello che ci apettiamo di ottenere, verificando che nessuna delle parti coinvolte abbia commesso spergiuro.
Chiamo Pj e lo informo, intanto collego il pc, avvio lo sniffer per raccogliere il traffico di un paio di minuti, ed effettivamente le richieste dirette al server sono “pulite” (source 5060, destination 5060), nessuno ha commesso spergiuro, il problema è altrove.
Sempre al telefono col “serafico” Pj, apro un terminale sul nodo attivo del firewall (cluster Checkpoint), avvio tcpdump sull’interfaccia in ingresso del firewall, ma anche qui il traffico in ingresso è pulito, avvio tcpdump sull’interfaccia in uscita e BANG…trovato!!!!
Dal firewall le richieste entrano corrette, ma escono modificate, la porta sorgente non e’ piu’ 5060 ma e’ 14322 (?????), vuol dire che il software di firewalling apporta alcune modifiche, Pj si abbandona ad un sarcastico “ottimo”.
Apro la rule based, verifico la regola, ma è corretta (source x.x.x.x, destination y.y.y.y, service “sip”), domani dovremo contattare l’assistenza e aspettare che rispondano in “tempi biblici”, Pj non e’ felice di doverlo dire al cliente.
Nel frattempo che Pj informa il tecnico che si occupa dell’applicazione in questione, apro le proprieta’ dell’oggetto “sip” di checkpoint e noto che è attivo il “packet inspection”, in pratica checkpoint non si limita a controllare IP e porta, ma verifica se il protocollo in transito sia effettivamente SIP.
Vado su google, cerco un possibile caso analogo, e trovo il post di uno sventurato che si e’ scontrato con un problema analogo utilizzando ASTERISK, il quale suggerisce, per risolvere il problema, di impostare il packet inspection a “none”.
Lo faccio, chiedo a Pj di ripetere la prova, acconsente….FUNZIONA!!!!!!!!!.
Ci siamo salutati contenti di aver trovato la soluzione, seppur un po’ amareggiati per aver capito che checkpoint ne era la causa.

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gen
2008
12

Per gli amanti della tecnologia…per chi osa spingersi oltre…per coloro che ricercano la perfezione…e non badano a spese, possono regalarsi l’ultimo gioiello di casa sharp.

Nelle versioni da 46” e 52”, ha caratteristiche davvero uniche.

Sintonizzatori HD, Digitale Terrestre (DVB-T),
Satellitare (DVB-S) e Cable (DVB-C) integrati

* Riceve trasmissioni terrestri, satellitari e via cavo senza alcun decoder o altri cablaggi. Lo spazio intorno al TV rimane così libero da qualsiasi ingombro.
* Riceve anche trasmissioni in HD.

Hard Disk da 160GB integrato.

Funzioni registrazione e Time Shift.

* Grazie all’Hard Disk, la funzione Time Shift permette di interrompere la visione di un programma dal vivo e riprenderla più avanti, là dove era stata interrotta.
* Registrazione e riproduzione non solo per segnali standard, ma anche 1080p HD.

Altissima qualità dell’immagine

* Pannello LCD Full-HD (1.920 x 3 x 1.080 pixel)
* Nuovo sistema di retroilluminazione a lunghezza d’onda multipla, per trasmettere i colori rosso e verde in modo più naturale e puro
* Ampio angolo di visuale reale (176° Orizzontale e Verticale)
* Contrasto nativo 3.000:1
* Contrasto dinamico 15.000:1
* Alta luminosità (450 cd/m2)
* Filtro Digitale 3D Y/C

Tecnologia esclusiva 100Hz applicata al pannello Full-HD

* Tempo di risposta di 4 msec. per la perfetta riproduzione di immagini in rapido movimento
* Riduzione di qualunque effetto scia

Suono ad Alta Fedeltà

* Audio Stereo NICAM/A2 con sistema surround (potenza 7,5W+7,5W e subwoofer 15W)
* Controllo automatico del volume, che ne stabilizza il livello in programmi con volumi differenti

Interfaccia digitale avanzata con 2 ingressi HDMI

* Supporto al segnale Full-HD 1080p

La funzione AQUOS link facilita i comandi del lettore Blu-ray attraverso il telecomando del TV AQUOS

Rispetto dell’ambiente

* Funzione OPC (Optical Picture Control), che regola la luminosità dello schermo, a seconda dell’intensità della luce dell’ambiente, ottimizzando così il consumo energetico
* Alta longevità della lampada (60.000 ore) e materiali eco-compatibili appositamente progettati per favorirne il riciclo

Ulteriori funzioni integrate

* Visualizzatore di foto (mediante porta USB)
* Funzioni PIP (Picture In Picture), PAP (Picture And Picture) e PAT (Picture And Text)
* EPG (Electronic Program Guide)
* Hotel Mode

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gen
2008
10

Ecco un esempio scritto in Delphi, utilizzando alcune VCL (che trovate nella unit allegata bankclass.pas) per calcolare i codici BBAN e IBAN di alcuni paesi della comunita europea (Italia compresa).
La libreria si compone di una classe generica (TCustomBBAN) dalla quale vengono ereditate alcune classi specializzate (TAustrianBBAN, TBelgianBBAN, TGreekBBAN, TItalianBBAN, TSanMarinoBBAN) per il calcolo del codice BBAN e della classe TIBAN per il calcolo del codice IBAN.

Download BankClass.zip

Per estendere le classi potete fare riferimento alla documentazione sul sito ufficiale ECBS (European Committee for Banking Standards) in particolare al file TR201v3.12.pdf

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gen
2008
8

Per calcolare il BBAN Italiano concatenare ABI + CAB + C/C e calcolarne il check digit (CIN) secondo quanto segue:

ABI (5 caratteri Numerici, se l’ABI e’ inferiore a 5 caratteri riempire di 0 (zero) a sinistra)
CAB (5 caratteri Numerici, se il CAB e’ inferiore a 5 caratteri riempire di 0 (zero) a sinistra)
CONTO CORRENTE (12 caratteri Alfanumerici, se il C/C e’ inferiore ai 12 caratteri riempire di 0 (zero) a sinistra).

es. 05428 11101 000000123456

Partendo da sinistra, assegnare una valore numerico per ciascun carattere nelle posizioni (pari e dispari) secondo le le tabelle sotto illustrate (il primo carattere a sinistra viene considerato “dispari”)

Trasformazione delle posizioni Dispari

A / 0 = 1 K = 2 U = 16
B / 1 = 0 L = 4 V = 10
C / 2 = 5 M = 18 W = 22
D / 3 = 7 N = 20 X = 25
E / 4 = 9 O = 11 Y = 24
F / 5 = 13 P = 3 Z = 23
G / 6 = 15 Q = 6
H / 7 = 17 R = 8
I / 8 = 19 S = 12
J / 9 = 21 T = 14

Trasformazione delle posizioni Pari

A / 0 = 0 K = 10 U = 20
B / 1 = 1 L = 11 V = 21
C / 2 = 2 M = 12 W = 22
D / 3 = 3 N = 13 X = 23
E / 4 = 4 O = 14 Y = 24
F / 5 = 5 P = 15 Z = 25
G / 6 = 6 Q = 16
H / 7 = 7 R = 17
I / 8 = 8 S = 18
J / 9 = 9 T = 19

La somma dei singoli valori deve essere divisa per 26 e il resto convertito in un carattere alfabetico secondo la seguente tabella:

0 = A 9 = J 18 = S
1 = B 10 = K 19 = T
2 = C 11 = L 20 = U
3 = D 12 = M 21 = V
4 = E 13 = N 22 = W
5 = F 14 = O 23 = X
6 = G 15 = P 24 = Y
7 = H 16 = Q 25 = Z
8 = I 17 = R

Aggiungere il carattere ottenuto davanti alla stringa iniziale (Composta da ABI + CAB + C/C) es. X0542811101000000123456

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2008
7

L’IBAN (International Bank Account Number) è il codice internazionale che identifica in maniera univoca ogni conto corrente, contiene le informazioni relative al Paese, all’istituto bancario, alla filiale e al Numero di conto del beneficiario del bonifico.
A partire dal 1° gennaio 2008 per eseguire i bonifici in Italia, il Sistema Bancario Italiano ha reso obbligatorio l’utilizzo del codice IBAN.
Dopo il 1° gennaio 2008, i bonifici disposti senza indicazione del codice IBAN saranno ancora accettati, fino al 1° giugno 2008 senza maggiorazione di commissioni. Trascorso tale periodo, i bonifici privi di codice IBAN avranno tempi e costi maggiori;

La struttura del codice IBAN è fissa, (in Italia 27 caratteri) ed è composta come segue:

ID Nazione + CD (Check Digit) + BBAN (es. IT60 X 05428 11101 000000123456)

Le stesse regole valgono anche per la repubblica di San Marino, ad eccezione dell’ID Nazione che è SM.

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gen
2008
4

Il BBAN (Basic Bank Account Number) è il codice nazionale che identifica in maniera univoca ogni conto corrente, contiene le informazioni relative all’istituto bancario, alla filiale e al Numero di conto del beneficiario del bonifico permettendo all’ordinante o alla banca di quest’ultimo di verificarne la correttezza mediante la presenza del carattere di controllo (in Italia CIN).
La struttura del codice BBAN è fissa, (in Italia 23 caratteri) ed è composta come segue:

Check Digit (CIN) + ABI + CAB + Numero C/C (es. X 05428 11101 000000123456).

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